Analisi del Target

Perché è importante fare l’Analisi del Target

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Nell’ideazione delle tue campagne social, l’Analisi del Target è sicuramente il secondo elemento a cui prestare la massima attenzione, subito dopo alla definizione dei tuoi obiettivi e prima dell’ideazione delle creatività.

Sebbene ti possa sembrare assodato, ti assicuro che, in molti casi, ho potuto constatare una certa superficialità quando si parla di Analisi del Target.
Solitamente si distinguono 2 categorie di persone:

  • Gli onnipotenti: sono coloro che credono di poter conquistare il mondo e avere tutte le persone ai propri piedi. Per loro non c’è un profilo specifico di cliente… TUTTI sono clienti.
  • Gli ingenui: sono quelle persone che appena gli chiedi “Quali sono i tuoi clienti? Come li descriveresti?” impallidiscono come se avessero visto il fantasma di Anna Bolena. Per loro definire i propri clienti è qualcosa di inimmaginabile.

Il problema di fondo sta nel fatto che questi soggetti focalizzano l’attenzione solo sul fine da ottenere (il Profitto), mentre il modo in cui ottenere tale risultato è sempre dato per scontato o viene sorvolato.

Ma siccome ti trovi qui e stai leggendo questo articolo, sono sicuro che tu non voglia ricadere in uno di questi due casi! Per questo motivo ho deciso di darti alcuni suggerimenti su come ideare un’Analisi del Target coi fiocchi. Iniziamo.

Analisi del Target: Utenti Caldi e Freddi

Un primo aspetto a cui prestare attenzione quando si vuole fare una Analisi del Target è la differenza tra utenti caldi e freddi.

Gli utenti caldi sono coloro che conoscono già il tuo brand e sono già propensi all’acquisto dei tuoi prodotti o servizi.

Gli utenti freddi sono, invece, quelle persone che non ti conoscono e solo potenzialmente potrebbero essere interessati alla tua offerta.

Da questa prima distinzione si può già capire come sarà necessario sviluppare una campagna “eterogenea”, ma sincronizzata per poter sperare di avere un ritorno economico sulla spesa investita.
Per capirci meglio, gli utenti (caldi o freddi che siano), quando si trovano online, posso trovarsi in una diversa posizione di quello che prende il nome di “Funnel” e in base alla loro posizione avranno bisogno di “incentivi” e creatività specifiche per essere spinti all’acquisto.

Analisi del Target: L’importanza del Funnel

A livello generale, gli utenti presenti sui social possono essere suddivisi in 3 categorie:

  • Chi non ti conosce ed è online per passatempo o per fame di conoscenza (gli utenti freddi)
  • Coloro che ti conoscono e sono interessati alla tua offerta, ma stanno valutando delle alternative
  • Chi sa chi sei e si fida di te (gli utenti caldi)

Nel funnel marketing, queste 3 categorie di persone si trovano in 3 fasi specifiche del processo di vendita che prendono il nome di TOFU (Top of funnel), MOFU (Middle of Funnel) e BOFU (Bottom of Funnel).

Dato che ogni fase del funnel ha bisogno di una targetizzazione specifica, si desume facilmente la necessità di ideare creatività differenti in grado di far “scendere” l’utente sempre più verso il nostro obiettivo finale, vale a dire la vendita del nostro prodotto o servizio.

L’analisi del target avrà un ruolo centrale nella parte alta dell’imbuto (il famoso funnel), dato che nelle fasi successive potrete utilizzare i dati ottenuti dalle campagne TOFU per focalizzare l’attenzione sugli utenti che hanno effettivamente dimostrato un interesse per voi (sfruttando i pubblici personalizzati).

Vediamo quindi come poter fare un’Analisi del Target efficace.

Targetizzazione empirica e algoritmica

Quando si deve stabile quale sia il proprio target di riferimento, ci si trova solitamente di fronte a 2 situazioni:

  • Non si ha uno storico social abbastanza consistente per estrapolare informazioni sui nostri utenti
  • Si ha uno storico adeguato per fare un’analisi e lo si può sfruttare come base di partenza.

Ovviamente il caso più problematico è il primo, dato che non avrete nessun tipo di informazione utilizzabile.
Come rimediare quindi?

I metodi sono anche in questo caso 2:

  1. Studio empirico degli utenti e dei propri clienti: in questo caso si andrà a effettuare una serie di ricerche e di studi specifici per cogliere il profilo tipico del nostro utente (Audience Personas) e a definire il target secondo le sue caratteristiche. Si tratta di un metodo più fallace e lungo, ma che può tornare comunque utile.
  2. Utilizzo dell’algoritmo di Facebook: in questo caso, invece, andrete a ideare campagne TOFU con una targetizzazione estremamente blanda e semplice, permettendo così all’algoritmo di facebook di capire qual è il profilo di utente che si interessa ai tuoi contenuti.

Nel primo caso, dopo aver definito il profilo, andremo a utilizzare le caratteristiche di base offerta da Facebook (dati demografici, interessi, comportamenti, ecc.). Nella sezione interessi, sarà importante essere il più specifici possibili.

Nel secondo caso, invece, provvederemo a fare una definizione solo generale del target (demografica), mentre focalizzeremo lo sforzo sulla parte creativa e di analisi dei risultati. In questo modo, saremo in grado di capire chi sono i nostri “fan” e quali sono le caratteristiche che li accomunano. Ciò permetterà in seguito di:

  • Definire più facilmente chi sono i soggetti a cui rivolgerci nelle campagne TOFU
  • Stabilire chi merita di essere coinvolto maggiormente nelle campagne MOFU
  • Creare dei pubblici simili (lookalike) così da trovare nuovi potenziali utenti simili a quelli già coinvolti.

Coming soon…

Bene per ora è tutto!

Vi aspetto nel prossimo articolo, dove andremo ad analizzare nello specifico i metodi di targetizzazione di Facebook e a fare un esempio pratico di come dovrebbe essere strutturata una campagna social.

Nel frattempo, vi lascio con un interessante articolo sul tema della targetizzazione di Neil Patel.

Se avete qualche curiosità non esitate a scrivermi nei commenti!

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Domenico Fazari

Domenico Fazari

Social Media Specialist

Curioso e intraprendente, nel tempo libero mi diletto a creare contenuti.
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